Possibilisti e opportunisti

Quel che ci piace di più dell’avere una startup è il ruolo predominante che l’immaginazione ha nel lavoro di ogni giorno di un’azienda appena nata o che sta per nascere. La fantasia, per gli startuppari ma anche per le aziende avviate, è un’autentica materia prima da trasformare, affinare e impacchettare in un prodotto finito.

Le discussioni fra imprenditori e aspiranti tali assomigliano alle concertazioni che facevamo da bambini per inventare un nuovo gioco: “Facciamo che tu eri il pirata…”.
Ogni nuovo servizio, ogni collaborazione produttiva inizia così, davanti a un caffè o allo stand di una fiera: “E se noi vi fornissimo…”.

Certo, il lavoro e i colloqui che portano da un’idea a una reale progettualità e poi alla realizzazione sono lunghi e ben più faticosi della costruzione di un fortino di scatoloni a cui dare l’assalto, ma il meccanismo è lo stesso. Si immagina una realtà che ancora non c’è, se ne confrontano le visioni e se l’idea pare meritevole si passa all’analisi e alla concretizzazione.
Diverso il contesto, uguale il piacere dell’invenzione e il desiderio di creare qualcosa di nuovo.

Uno degli effetti più utili e più intensi di questo atteggiamento è che è quasi impossibile tornare da una fiera senza che dalle decine di chiacchierate con competitor e addetti ai lavori senza che un nuovo modello di business.

Ogni azienda porta con sé una cultura d’impresa, un’offerta di valore e delle aspettative per il mercato a cui mira, e quando si fanno collidere tante esperienze in un ambiente ristretto come quello di una fiera è quasi automatico finire per vedere il proprio prodotto sotto una luce diversa. Si torna a casa con una gran voglia di esporre ai propri collaboratori un nuovo modo di vendere il nostro prodotto a cui, prima, nessuno aveva pensato.

Ma ogni business model è come una nuova impresa dentro l’impresa: possono nascere progetti ad hoc, svilupparsi nuovi rami di sviluppo, possono persino nascere nuove aree funzionali nell’organizzazione. Un movimento tellurico da cui l’impresa, e ancor più la startup, per la sua struttura malleabile, può uscire rimodellata se non rivoluzionata.

È fondamentale quindi guardare al proprio progetto come un work in progress, concepirlo non come un prodotto finito ma come un piano di viaggio da ridefinire mano a mano che il territorio cambia intorno a noi e ci si orienta di nuovo. Le possibilità in gioco sono troppe per rischiare di perdere anche solo un’idea per strada.

Possiamo chiamarlo possibilismo, o se siamo più maliziosi opportunismo, ma il cuore dell’economia di un paese è anche nella capacità degli imprenditori di intravedere le idee e metterle sul banco di lavoro prima che sfumino.

Il Team Civico.

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La fiera delle possibilità

Mentre il Team di Civico spariva dalla circolazione per tre giorni (questo è l’unico paese in cui vai alla fiera dell’innovazione e hai meno connettività che nella vita normale) e voi vi chiedevate che fine avesse fatto, la startup che cambierà il modo di amministrare il condominio era alacremente al lavoro per dare un nuovo futuro a Civico.

Con la riforma del condominio in galoppante avvicinamento, siamo stati tempestati di visite da parte di operatori dell’ICT interessati al nuovo mercato che si va aprendo. Potenzialmente, nel corso del 2013 ogni condominio del paese potrebbe doversi dotare di un sito web. Appena la riforma sarà approvata prevediamo si scatenerà una lotta senza quartiere fra gli addetti ai lavori per essere i primi a fornire un servizio di creazione e gestione dei portali condominiali. Fortunatamente, quando sviluppavamo Civico avevamo già previsto la possibilità di condividere automaticamente con ogni condomino i dati di suo interesse, e abbiamo creato quella che chiamiamo la bacheca virtuale. La scelta è stata premiata: se infatti realizzare un portale per il condominio è di questi tempi un’operazione relativamente semplice, tutt’altro lavoro tocca all’amministratore che dovrà poi caricarci manualmente i resoconti per ogni condomino, e prima ancora estrarli dal suo software di amministrazione.

L’unico modo di soddisfare le nuove norme di legge senza moltiplicare il lavoro è infatti produrre i documenti da condividere direttamente all’interno dello stesso software che genera il sito web. In questo modo l’amministratore non deve rifare il lavoro due volte: si limita ad inserire le movimentazioni nel database, come faceva ogni giorno, e con pochi clic i resoconti sono aggiornati nelle bacheche dei singoli condomini.

Questa che per noi era, avendola pensata dall’inizio, un’ovvietà, si è rivelata l’asso nella manica di Civico. Abbiamo perso il conto delle aziende che ci hanno chiesto di poter sviluppare insieme a noi questi servizi, o di poter appoggiare sulla piattaforma Civico portali condominiali da fornire al consumatore finale. I prossimi mesi saranno fitti di riunioni, sessioni di sviluppo e test sul campo.

E con le rosee prospettive che abbiamo davanti, siamo convinti che anche il finanziatore dei nostri sogni sia dietro l’angolo.

Il Team Civico

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La città che non tace mai

Il post di questa settimana è scritto direttamente dalla camera d’albergo in cui i fondatori si sono ristorati dalle fatiche della prima giornata, impegnativa ma intensa, di SMAU Milano.

A Milano, tutti parlano. La fiera stessa è un grande recinto popolato di speech, talk, incontri, contatti, appuntamenti. Si rientra, la sera, tornando con la mente alle parole scambiate con gli estranei allo stand: potenziali partner, utenti, curiosi.

Se New York è la città che non dorme mai, Milano ci è sembrata, in questo primo giorno, la città che non sta mai zitta. Dal custode del parcheggio alle hostess, dai ragazzi dello stand vicino alla simpatica signora della reception. Chi conosce qualcuno, chi ha un amico che potrebbe fare al caso nostro. Ogni parola si trasforma in possibilità, opportunità, occasione. Ogni dialogo può portare una prospettiva nuova al nostro progetto. Al di là del folklore, la capitale economica del paese ci è parsa una grande metafora dell’epoca che viviamo, e di cui cerchiamo con le nostre azioni di incarnare lo spirito: un’epoca di comunicazioni che diventano servizi, informazioni e conoscenze che si concretizzano in creatività e partnership.

Certo, la movida – spartana peraltro, una pizza al taglio e un amaro al banco – può ingannare, e dipingere un’immagine più sana e frenetica di quanto non sia il tessuto effettivo del paese. La crisi, parola che tutti pronunciano cercando di dissimulare il timore che incute, è presente e si vede. Dalla fiera dell’innovazione che non fornisce connettività e perfino – sospettiamo – scherma il traffico internet dei nostri cellulari, ai gadget promozionali un po’ al risparmio.

Ma nel complesso le persone si muovono, si incontrano, si propongono. Cercano nelle professionalità altrui nuovi sbocchi alle proprie. Si avvicinano al tuo stand speranzosi che il loro business possa interessare e affiancarsi al tuo, per giocare insieme la costante partita della competitività.

Ne abbiamo incontrati molti. Hanno buone idee e potenzialità interessanti. Giovani e meno giovani, sanno proporsi e intravedere nelle pieghe dei discorsi la loro occasione. Vogliono crescere e far crescere la società. Abbiamo già riempito il nostro piattino dei biglietti da visita, e contiamo di continuare per altri due giorni. Nei mesi a venire, lavoreremo sui semi di collaborazione gettati in questi giorni. Ognuno di loro potrà diventare un nuovo servizio di Civico, una funzione o estensione a cui non avevamo ancora pensato.

Fin qui, la fiera vale la fatica che costa.

Il team Civico

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Civico a Smau: l’innovazione che ci mette al passo con la riforma

È finalmente arrivata la settimana di SMAU Milano. La fiera dell’innovazione per aziende e ai professionisti è alle porte: si terrà dal 17 al 19 ottobre in Fiera Milano City. Dopo il successo della presenza a SMAU Bologna della scorsa primavera, anche noi di Civico saremo presenti con il nostro stand per incontrare amministratori e addetti ai lavori. Ci potrete trovare all’interno della selezione di startup «Percorsi dell’innovazione», allo stand A58 del Padiglione 2. Per partecipare gratuitamente a SMAU, potete cliccare sul banner in fondo al post: verrete indirizzati al sito di SMAU e dopo esservi iscritti avrete accesso gratuito alla fiera.

Sarà un’occasione per provare dal vivo la nostra applicazione, incontrare i fondatori e segnalarci le vostre impressioni. Tra gli altri motivi per non perdere questo evento vi segnaliamo anche una piccola rivoluzione che sta per interessare il settore professionale dell’amministrazione condominiale. È delle settimana scorse, infatti, la riforma del condominio, approvata alla Camera e in attesa di approvazione al Senato.

Gli addetti ai lavori hanno già letto il testo, e pur non andando a intaccare i capisaldi della professione, hanno potuto notare un articolo che promette di apportare seri cambiamenti al modo di lavorare degli amministratori di condominio: si prevede infatti fra gli altri obblighi anche quello di attivare un sito web per ogni condominio in cui i condòmini possano visualizzare e scaricare copia digitale dei resoconti di loro competenza.

Le implicazioni e gli oneri derivanti da questa norma sono diversi: vi consigliamo di  approfondire la questione e le conseguenze che avrà sulla nostra professione consultando la pagina che abbiamo dedicato alla riforma del condominio.

La nostra raccomandazione in ogni caso è di non aspettare che i nuovi obblighi diventino effettivi, ma di valutare fin da oggi le soluzioni innovative come Civico per affrontare in modo indolore l’acquisizione di questi nuovi metodi di lavoro.

Per questo, rinnoviamo l’invito a venirci a trovare in fiera, dal 17 al 19 ottobre in Fiera Milano City, sia a chi non ha ancora provato Civico che agli utenti che già lo stanno utilizzando nel proprio lavoro: non vediamo l’ora di potervi incontrare di persona per rispondere alle vostre domande e accompagnarvi nella scoperta della prima applicazione web per amministrazione condominiale.

Vi aspettiamo,

Il Team Civico

Per attivare un invito gratuito a SMAU, clicca su questo banner e riceverai un accesso gratis offerto da Civico:

Per maggiori informazioni, questa è la pagina di Civico sul sito Smau:

http://www.smau.it/milano12/channel/startup/partners/civico/

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Riforma del condominio e nuovi obblighi:‭ noi siamo pronti

Da qualche giorno, la nuova riforma del condominio sta facendo discutere tutti: il 27 settembre scorso infatti la camera ha approvato il testo delle nuove norme in materia condominiale, che adesso è al Senato per l’approvazione (qui potete prendere visione del testo). La nuova riforma del condominio

Una riforma che non tocca di fatto le leggi principali della materia, ma andando a spulciare fra gli articoli, ci si imbatte in un articolo che ne fa una piccola bomba a orologeria.
E’ infatti prevista una modifica dell’art. 71 disp. att. del Codice Civile che recita: «‬Su richiesta dell’assemblea‭ [‬…‭] ‬l’amministratore è tenuto ad attivare un sito internet del condominio che consenta agli aventi diritto di consultare ed estrarre copia in formato digitale dei documenti previsti dalla delibera assembleare.‭» In sostanza si dovranno fornire ai condòmini un sito web,‭ ‬ad accesso individuale protetto da una parola chiave,‭ ‬in cui ciascun condomino possa consultare e scaricare copia digitale dei rendiconti mensili e degli altri documenti espressamente previsti dall’assemblea. L’intento è incentivare la trasparenza e il controllo:‭ ‬la malagestione da parte di amministratori poco professionali non è infrequente,‭ ‬e il legislatore è deciso a dare il famoso‭ “‬giro di vite‭”‬.
Un obbligo che rischia di mettere a soqquadro il modo di lavorare di diversi studi:‭ ‬se da un lato realizzare un sito web è un servizio facilmente reperibile‭ (‬per quanto non sempre economico‭)‬,‭ ‬dall’altro la pubblicazione,‭ ‬anche solo mensile,‭ ‬dei resoconti aggraverà in modo consistente il lavoro dell’amministratore. Anche i professionisti che già dispongono di software in grado di produrre copia digitale dei resoconti,‭ ‬infatti,‭ ‬dovranno sobbarcarsi l’onere di caricarli sul sito,‭ ‬operazione che andrà ripetuta per ogni condomino,‭ ‬che deve avere accesso soltanto ai propri dati.

‬È facile immaginare che il carico di lavoro che ne consegue rischia di intasare il lavoro degli studi professionali. Questa situazione avrà molte conseguenze pratiche:
– Chi non usa il computer per le operazioni amministrative sarà finalmente quasi costretto a fare il grande salto nell’informatica.
– Chi non usa software professionali, arrangiandosi con strumenti approssimativi come i fogli elettronici, potrebbe dover passare a software specifici per amministrazione, se non vuole creare a mano i resoconti.
– Chi li usa dovrà comunque provvedere in proprio un sistema di pubblicazione online dei file estratti, oppure aspettare che le case di produzione producano delle estensioni che rendano i software conformi all’esigenza

Insomma, questa riforma potrebbe essere un autentico cavallo di Troia per l’uso della tecnologia nella professione dell’amministratore. Del resto queste novità, che sembrano cogliere molti impreparati,‭ ‬erano ampiamente prevedibili:‭ ‬l’innovazione tecnologica,‭ ‬l’affermarsi del cloud e delle applicazioni‭ «‬leggere‭», oltre alla comprensibile richiesta di privacy e trasparenza, ‬non potevano non farsi sentire anche in quest’ambito. A questo pensavamo quando abbiamo progettato Civico, quando ancora nessuno aveva in mente al riforma. Non è un caso che già oggi siamo pronti per soddisfare i nuovi obblighi di legge: Civico dispone infatti di una‭ bacheca virtuale personale‭ ‬attraverso la quale i condòmini‭ (‬e anche i conduttori‭) ‬in possesso della loro password personale possono visualizzare le informazioni di loro pertinenza‭ (‬e solo quelle,‭ ‬in ossequio alla privacy‭)‬.

E poiché Civico è un’applicazione web,‭ ‬tutto questo avviene con assoluta trasparenza: i dati sono aggiornati in tempo reale senza bisogno di alcuna operazione tecnica.
Certo, dovremo attendere l’approvazione definitiva della legge per sapere quali saranno,‭ ‬nel dettaglio,‭ ‬le prescrizioni da implementare, ma quel che conta è che l’impostazione di Civico su piattaforma web ci permetterà di essere subito conformi alla normativa: lavorando su un database online i dati utili sono già caricati in Civico. Sarà sufficiente, per i nostri sviluppatori, verificare che la bacheca pubblichi tutti e solo i dati richiesti dalla legge, e l’amministratore, professionista o meno, dovrà solo assegnare ai propri condomini le credenziali d’accesso.
Tutto il resto lo farà Civico in automatico: nessuna patch, plugin, estensione o aggiornamento da installare. Nessuna software house da ingaggiare per farsi realizzare siti su misura. Solo una bacheca online già pronta, da abilitare con pochi click.

Ci piace poter dire di aver saputo guardare un po‭’ ‬più in là del legislatore e aver intercettato con un certo anticipo le esigenze del settore. Se vi serviva un altro motivo per passare al nuovo modo di amministrare il condominio, adesso ce l’avete.

Il Team Civico

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Non temete la concorrenza

Come forse saprete, dal 17 al 19 ottobre Civico sarà alla fiera SMAU Milano, nell’ambito della selezione di startup Percorsi dell’innovazione.

Giusto ieri studiavamo lo scacchiere degli stand per valutare il nostro posizionamento rispetto ad eventuali competitor presenti in fiera. Con l’occasione, ci permettiamo un consiglio a tutti gli aspiranti imprenditori, dal basso della nostra acerba esperienza come startuppari: non temete la concorrenza.

A nessuno piace scoprire un nuovo competitor: il momento in cui scopri che qualcuno ha dato vita a un progetto simile al tuo è una piccola fitta al cuore che non dimenticherai, specie il giorno in cui incontrerai quel qualcuno di persona. E capiterà, credeteci.

Ma c’è una cosa che una startup deve temere più della concorrenza: l’assenza di concorrenza. Il giorno in cui vi siederete a un tavolo con un business angel, poter dire “Siamo i primi ad aver pensato a questo servizio, ma stanno iniziando a spuntarne di simili” vi metterà in una posizione molto più credibile. L’investitore non teme la concorrenza quanto teme di mettere i suoi soldi in un’idea innovativa sulla carta ma di cui il mercato non sente il bisogno. Veder spuntare attorno a voi startup concorrenti conferma che la vostra idea è matura per i tempi e il mercato ne sentiva davvero l’esigenza. Per chi deve finanziarvi, questa conferma vale quanto un buon business plan.

Ma c’è un altro motivo per amare i propri nemici, o almeno accettarne di buon grado la presenza: la concorrenza è competizione, e la competizione è il motore del miglioramento. Poter pensare “Sono l’unico ad averci pensato” è divertente e dà una grande iniezione di autostima, ma è un piacere che deve durare poco: senza competere con qualcuno un’azienda rischia ad ogni passo di arenarsi nel compiacimento dei risultati ottenuti.

Quindi, quando incontrerete il vostro acerrimo concorrente, risparmiate gli sguardi fulminanti: ha avuto un’idea simile alla vostra perché – semplicemente – la vostra idea era buona ed era il momento giusto. È un tizio come voi, e forse vi assomiglia più di quanto pensate. E ricordate che non c’è alcun merito nell’arrivare primi in una corsa in solitaria.

Fra qualche anno, quando guarderete alla vostra startup ormai diventata un business affermato, il miglior successo non sarà poter dire “siamo gli unici sul mercato”, ma “siamo i primi”.

Vinca il migliore.

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Innovare vuol dire sbagliare

All’approssimarsi dell’autunno, con le sue sfide, le fiere, gli eventi e tutto quel che che anima la ripresa delle attività lavorative, ci concediamo una riflessione forse un po’ filosofica, che in realtà è un incoraggiamento per noi e per tutti gli startuppari.

Prendiamo spunto da un video segnalato ieri dall’ottima Barbara Bonaventura di Mentis: un breve estratto di un’intervista a Ed Catmull, presidente e co-fondatore di Pixar, nonché presidente di Walt Disney Animation Studios, un esperto riconosciuto nel mondo dell’animazione, e un cinque volte vincitore di Oscar.

Nel filmato di pochi minuti, Catmull espone la sua visione del rapporto indissolubile che lega l’innovazione e l’errore. Secondo lui, l’errore deriva direttamente dal fare qualcosa che non si sa fare. Ma poiché l’innovazione, a sua volta, altro non è che fare qualcosa che nessuno ha mai fatto, l’errore è la conseguenza diretta dell’innovazione.

Una riflessione solo apparentemente semplice, che però ci fa riflettere su quanto sia pericoloso l’atteggiamento di chi cerca con tutto l’impegno di prevenire i fallimenti. Per quanto sia giusto lavorare al meglio delle proprie capacità per ottenere il risultato migliore, evitare ad ogni costo il rischio dell’errore significa spesso evitare sistematicamente ogni nuovo percorso, per rimanere sulla via sicura già battuta da altri. Il che garantisce forse una vita libera da errori, ma certo non porta all’innovazione.

Con un autunno bollente davanti e una startup a un passo dal lancio sul mercato, crediamo sia un esercizio utile abituarci a chiederci non “chissà come possiamo evitare di sbagliare”, ma “chissà in che direzione troveremo gli errori più interessanti”.

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L’innovazione: desiderabile, necessaria, possibile

Giusto nell’ultimo post, parlavamo dei benefici effetti delle ferie, come occasione di guardarsi attorno e trovare nuove idee. Anche il team Civico è rientrato al lavoro, ormai, e più di qualcuno è tornato con una visione rinnovata del futuro del progetto.

Solo per fare un esempio, uno di noi ha soggiornato in appartamento in una nota località balneare veneta. Ogni mattina, accendendo il fuoco sotto la moca, pensava a quanto siano ancora diffuse, non solo nei condomini di villeggiatura, le bombole del gas.

In effetti, molti condomini hanno l’impianto di riscaldamento centralizzato alimentato dalla rete, mentre i fornelli usano ancora le vecchie bombole. Il motivo è semplice: è relativamente facile imporre a tutti degli orari comuni di funzionamento del riscaldamento, mentre è impensabile regolamentare l’uso della cucina. Inoltre ogni condomino può avere abitudini così personali, riguardo alla preparazione dei pasti, che sarebbe iniquo dividere in parti uguali quel consumo.

Ancora, è normale che nello stesso condominio convivano abitazioni private ed esercizi commerciali, che oltre ad usare il riscaldamento in modo del tutto diverso dai privati, non hanno una cucina (uffici, negozi…) oppure la usano molto più dei privati (ristoranti e simili).

Insomma, l’uso personale (e sacrosanto) che ciascuno fa del proprio appartamento è da sempre un problema nella gestione contabile del condominio, e la vecchia bombola è uno dei tanti sistemi a cui ci si è adeguati per ripartire in modo equo le spese: ognuno compra e paga solo ciò che consuma. Ma è un compromesso costoso, e la sicurezza, rispetto all’allacciamento alla rete di distribuzione del gas, ne risente.

Così, ogni mattina, mentre il caffè saliva, l’immaginazione andava all’idea di un condominio moderno, dotato di dispositivi domotici che registrano il consumo delle varie utenze e trasmettono i dati direttamente nel database dell’amministratore, imputando al singolo condomino solo l’effettivo consumo. Il tutto senza bisogno di antieconomiche installazioni come bombole, riscaldamento autonomo e simili.

Può sembrare avveniristico, ma basta una breve ricerca su internet per notare come la domotica stia rapidamente diventando una branca accessibile dell’impiantistica. Non è lontano il giorno in cui sarà normale aspettarsi che le proprie spese condominiali siano calcolate in modo puntuale, basando la ripartizione sull’effettivo consumo che facciamo dei vari servizi.

In questo senso pensiamo a Civico come un progetto innovativo: innovazione non nel senso di fantascientifico, ma nel senso di progresso possibile per un beneficio comune.

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La vacanza e la prospettiva lunga

Civico è in vacanza a cercare nuove prospettive professionaliCome vi avevamo annunciato la settimana scorsa, in questi giorni anche il Team Civico si sta godendo un po’ di vacanza. Sarà l’età – i fondatori hanno tutti superato da un po’ i trenta, e la stanchezza ogni tanto si sente – sarà la maturità che un po’ alla volta insegna ad assecondare i propri ritmi naturali, comunque, se a vent’anni si rinunciava volentieri alla pausa estiva per lavorare ai propri progetti, quest’anno siamo arrivati tutti alle ferie con un sano bisogno di relax.

Ma non è solo questione di riposo, la vacanza. Una fisiologica alternanza di lavoro e vacanza è fondamentale per mantenere alta la produttività, specialmente nei progetti, come sono le startup, con una forte componente creativa.
In fondo, la creatività non è appannaggio di artisti e pochi altri fortunati intellettuali, ma un’attività costante che permea tutti i livelli delle organizzazioni umane. Riconoscere e risolvere i problemi, analizzare e migliorare i processi decisionali e produttivi, prevedere le tendenze del mercato e rispondere a tempo con nuove soluzioni e valori: non esiste un ramo della creazione e gestione di un’impresa che non richieda un approccio creativo.

La vacanza allora è molto più che una pausa dalla vita lavorativa: ne è anzi parte integrante. Rompere i propri schemi quotidiani, visitare e abitare in altri luoghi, conoscere e osservare altre persone e adeguarsi a ritmi diversi: tutto questo fa delle ferie una palestra di creatività. Di fronte alla diversità, senza la comodità delle proprie certezze, la mente ridefinisce i propri strumenti analitici e categorie, valuta nuove prospettive e si pone domande che non si sarebbe posta il lunedì in ufficio.

Come diceva Massenzio, “la scoperta dell’alterità è mediata dalla continua riscoperta di sé stessi”.

Si torna dalle vacanze, insomma, ben più che riposati. Si torna rinnovati, carichi di nuove idee o con le idee finalmente chiare su quelle che alla partenza ci sembravano questioni irrisolte. Gli obiettivi vitali si riconfermano, e quelli trascurabili sono accantonati a cuor leggero, con la giusta distanza che la vacanza ha permesso di guadagnare.

Insomma, ci vorrebbe proprio una settimana di ferie ogni due di lavoro!

A presto dal team Civico

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Un autunno caldo, fra ferie e fiere

Mentre il Team di Civico inizia già a pensare a cosa mettere in valigia per la settimana prossima – ebbene sì, anche gli startuppari vanno in ferie – l’autunno si avvicina e con esso una nuova ondata di opportunità interessanti.

Quello di Civico sarà un autunno ricco sia all’aperto della piazza (digitale e non) che nel chiuso della nostra officina d’innovazione.

Cominceremo con SMAU Milano, la fiera dell’innovazione orientata al business to business, dal 17 al 19 ottobre in Fieramilanocity, dove saremo presenti come espositori all’interno di Percorsi dell’Innovazione, l’area di Smau riservata alle giovani imprese. Stiamo anche progettando un allestimento divertente per il nostro stand, ma non vi sveliamo niente.

Sarà come sempre un’occasione, oltre che per presentare al pubblico la nostra innovativa piattaforma software per amministratori condominiali, per incontrare esperti e operatori del settore, startup come noi e istituzioni. L’esperienza di SMAU Bologna, che ci è valsa la selezione alla “finale” meneghina, fa ben sperare sia sul fronte B2C che B2B.

In contemporanea con SMAU, a pochi chilometri di distanza si terrà un’altra imperdibile manifestazione in cui tastare il polso del settore e farsi conoscere: dal 17 al 20 ottobre apre i battenti Made Expo, la grande Fiera dell’Edilizia che nel 2011 ha registrato oltre 253.000 visitatori, 3.500 dei quali amministratori di condominio.

Al suo interno, l’area Condominio App, organizzata insieme alle principali Associazioni Nazionali – ALAC, ANACI, ANAPI, FNA, UNAI – e ai network di amministratori Sinteg, Manager Immobiliari e Consorzio Convalido, sarà un punto d’incontro per amministratori di condominio, proprietari e aziende del settore orientate all’innovazione e alla qualità.
Qui saremo presenti come visitatori, vista la concomitanza di SMAU, ma ci presenteremo armati di buoni sentimenti, nuove idee per collaborazioni e sviluppi futuri e tanti, tanti biglietti da visita.

Fra le ferie e le fiere ci terranno occupati molti altri impegni: BAN Veneto, il network di business angels, al quale ci siamo candidati e che ci ha selezionato fra le startup da proporre ai propri investitori. Civico ha già ottenuto diversi “like” e contiamo che passi presto alla seconda fase di selezione.

E ancora, dedicheremo l’autunno a irrobustire i nostri piani di promozione, online e offline, rendere operativo un piano di SEO fresco di stesura e consolidare la nostra reputazione online.

Sul versante dello sviluppo, centrali in questo ultimo scorcio d’anno saranno la progettazione di applicazioni mobile di Civico e una campagna di preselezioni per sviluppatori, per non giocarci la salute del nostro fondatore e primo sviluppatore Matteo D’Agord, ormai completamente assorbito dal ruolo di CEO di una startup che si avvicina sempre più al lancio sul mercato.

Insomma, l’autunno di Civico si annuncia molto caldo e non ci farà rimpiangere l’estate.

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