Il post di questa settimana è scritto direttamente dalla camera d’albergo in cui i fondatori si sono ristorati dalle fatiche della prima giornata, impegnativa ma intensa, di SMAU Milano.
A Milano, tutti parlano. La fiera stessa è un grande recinto popolato di speech, talk, incontri, contatti, appuntamenti. Si rientra, la sera, tornando con la mente alle parole scambiate con gli estranei allo stand: potenziali partner, utenti, curiosi.
Se New York è la città che non dorme mai, Milano ci è sembrata, in questo primo giorno, la città che non sta mai zitta. Dal custode del parcheggio alle hostess, dai ragazzi dello stand vicino alla simpatica signora della reception. Chi conosce qualcuno, chi ha un amico che potrebbe fare al caso nostro. Ogni parola si trasforma in possibilità, opportunità, occasione. Ogni dialogo può portare una prospettiva nuova al nostro progetto. Al di là del folklore, la capitale economica del paese ci è parsa una grande metafora dell’epoca che viviamo, e di cui cerchiamo con le nostre azioni di incarnare lo spirito: un’epoca di comunicazioni che diventano servizi, informazioni e conoscenze che si concretizzano in creatività e partnership.
Certo, la movida – spartana peraltro, una pizza al taglio e un amaro al banco – può ingannare, e dipingere un’immagine più sana e frenetica di quanto non sia il tessuto effettivo del paese. La crisi, parola che tutti pronunciano cercando di dissimulare il timore che incute, è presente e si vede. Dalla fiera dell’innovazione che non fornisce connettività e perfino – sospettiamo – scherma il traffico internet dei nostri cellulari, ai gadget promozionali un po’ al risparmio.
Ma nel complesso le persone si muovono, si incontrano, si propongono. Cercano nelle professionalità altrui nuovi sbocchi alle proprie. Si avvicinano al tuo stand speranzosi che il loro business possa interessare e affiancarsi al tuo, per giocare insieme la costante partita della competitività.
Ne abbiamo incontrati molti. Hanno buone idee e potenzialità interessanti. Giovani e meno giovani, sanno proporsi e intravedere nelle pieghe dei discorsi la loro occasione. Vogliono crescere e far crescere la società. Abbiamo già riempito il nostro piattino dei biglietti da visita, e contiamo di continuare per altri due giorni. Nei mesi a venire, lavoreremo sui semi di collaborazione gettati in questi giorni. Ognuno di loro potrà diventare un nuovo servizio di Civico, una funzione o estensione a cui non avevamo ancora pensato.
Fin qui, la fiera vale la fatica che costa.
Il team Civico

