Per il team di una startup, arriva sempre il momento di esporre il proprio progetto ad altre persone. In genere, questo significa mettere mano a Powerpoint (o Impress, per i più attenti) e preparare una presentazione a slide.
Da qualche tempo, anche in Italia, si è diffuso il format della presentazione in cinque minuti. Sembra, dicono gli esperti, che questa durata corrisponda all’attenzione che gli ascoltatori sono in grado di concedere prima di distrarsi, annoiarsi o addormentarsi.
Sulle prime, costringere il proprio progetto ad entrare in una presentazione di cinque miseri minuti pare un compito arduo: vi abbiamo dedicato tante ore, tante discussioni, che non riusciamo a rinunciare a questo o quel dettaglio. Tutto pare indispensabile, per mostrare la bontà della nostra idea.
Mano a mano che la presentazione si affina, però, ci si rende conto che il format dei 300 secondi ha un grande pregio: è un banco di prova per la nostra idea. Se il nostro progetto è davvero innovativo e può funzionare, cinque minuti sono più che sufficienti per spiegare perché. E riuscirci è un’occasione preziosa, per noi, per riportare il focus sui cardini del progetto.
Inoltre, la brevità impone preparazione. Spiegare in cinque minuti un’intera startup richiede di conoscere a menadito tutti gli aspetti che andremo ad esporre. «Non hai veramente capito qualcosa finché non sei in grado di spiegarlo a tua nonna», diceva Einstein. Certo, le persone a cui andiamo in genere a spiegare il nostro progetto ne capiscono in genere di più della proverbiale nonna, ma è sicuro che una spiegazione lineare, semplice e comprensibile è un ottimo biglietto da visita per qualunque progetto.

