Sono settimane impegnative in Civico. La riforma del condominio che si profila all’orizzonte ha dato il via a un ampio lavoro di analisi sul progetto e aperto nuovi interrogativi, sia all’interno del team che con terze parti che con le nuove regole entrerebbero in campo.
Questa riforma, infatti, promette di cambiare radicalmente gli scenari del settore dell’amministrazione condominiale, non solo per noi addetti ai lavori, che ci troviamo di fronte a nuovi servizi da fornire e nuove prospettive di mercato, ma anche e soprattutto per i professionisti, ai quali serviranno strumenti di lavoro al passo coi tempi, ma anche una nuova prospettiva professionale. Per non dire una nuova etica del lavoro.
Se da una parte l’obbligo di realizzare un sito web condominiale è motivato dall’intenzione di alzare lo standard di trasparenza sul lavoro dell’amministratore, dall’altro le modalità di richiesta e fruizione del servizio implicano l’ingresso di un nuovo interlocutore nel contesto: il condomino. Attraverso l’assemblea, è il condomino a chiedere all’amministratore il portale web del condominio, assumendosene anche l’onere economico.
Per quanto la scelta finale dello strumento da utilizzare rimarrà probabilmente in capo all’amministratore, è indubbio che chi ha diritto di chiedere l’erogazione di una prestazione ha anche tutto l’interesse a seguirne e valutarne l’esito, facendo pesare il suo parere.
Insomma, questa riforma obbligherà molti a riscoprire il condomino, ben più che come semplice pagante un servizio, ma come soggetto attivo e partecipativo nella vita del condominio, e finalmente in possesso di strumenti trasparenti e moderni di controllo dell’operato dell’amministratore.
Una prospettiva che sulle prime può preoccupare, se non spaventare, il professionista. Ma a ben guardare, superate le prime fasi di scelta e messa a regime di questi nuovi servizi, la riforma darà un vantaggio importante a tutti quegli operatori che lavorano con competenza e professionalità, e che avranno l’occasione di semplificare i rapporti con i propri clienti e dar maggiore risalto alla qualità del proprio lavoro.
Siamo ottimisti, in questo senso, che la riforma possa essere non solo il traino di una stagione di innovazione tecnologica, quanto mai necessaria, del settore, ma anche di arricchimento dei rapporti professionali e umani tra amministratori e condòmini.
Il team Civico

