La rivoluzione del condominio: intervista con Matteo D’Agord (2° puntata)

Dopo il successo della prima puntata, pubblicata la settimana scorsa, riprendiamo e completiamo l’intervista a Matteo D’Agord , il creatore di Civico.

D: Prima di Civico esistevano già dei gestionali per il condominio. Perché pensi che ci sia bisogno di un’altra applicazione del genere?

Ottima domanda! Esistono molti gestionali validi, ma sono tutti progettati secondo la vecchia logica di funzionamento sul computer locale.
Questo comporta una serie di problematiche accessorie per l’utente. Pensiamo alle questioni di compatibilità: quasi tutti i software sono progettati per sistemi Windows, tagliando fuori gli utilizzatori di Linux o Mac.
Poi ci sono le incombenze tecniche come la manutenzione delle macchine o il backup e la salvaguardia dei dati (la legge in materia è molto severa): non tutti hanno le competenze necessarie per occuparsene e sono costretti ad affidarsi a tecnici qualificati.
Insomma, ci sono una serie di costi occulti di cui non ci si rende conto ma che ricadono inevitabilmente sulle spalle dell’utente.

Per questo motivo molte aziende stanno sposando, un po’ in tutti i settori, la logica cloud: i programmi non sono più installati localmente ma sono accessibili via web. Questo li rende utilizzabili con qualsiasi dispositivo connesso a internet, riducendo se non azzerando le problematiche tecniche a cui accennavo.
Mentre sviluppavo Civico avevo ben chiara questa idea: avrebbe dovuto essere uno strumento semplice, che consentisse a chiunque di lavorare da subito senza perdere tempo con rogne di vario genere.
Credo di esserci riuscito, o almeno di esserci arrivato molto vicino.

D: Che risposta ti aspetti dal pubblico? Quali sono secondo te le caratteristiche del programma che conquisteranno il favore degli utenti?

Credo che il punto di forza sia proprio la logica cloud.
Il nostro claim è “connettiti, accedi, amministra” e credo sia molto azzeccato, perché per lavorare basta aprire il browser ed entrare in Civico con la propria password, anche da casa. E questo è un grande risparmio di tempo perché permette di gestire molte urgenze senza recarsi in ufficio (chi è amministratore condominiale sa di cosa parlo).
Oppure permette di comunicare con i condòmini praticamente in tempo reale, condividendo bilanci, documenti, situazioni contabili ecc.
Stranamente, molte persone con cui ho parlato, pur apprezzando molto questa novità, sono dubbiose perché temono per la riservatezza dei loro dati: eppure sono molto più al sicuro che sul proprio computer.
Inoltre praticamente tutte le informazioni oggi viaggiano sulla rete: le banche ci permettono di controllare i movimenti sul conto corrente direttamente da casa, l’ASL ci permette di scaricare un referto medico direttamente dal sito, con pochi click possiamo fare una visura catastale.
Insomma, il futuro è in quella direzione. Sono fiducioso nel successo di questo approccio, anche se rappresenta una bella sfida.

D: Come mai avete scelto il modello “freemium” (free per i privati, a pagamento per uso commerciale)? Che considerazioni stanno alla base di questa scelta?

Abbiamo fatto qualche indagine e ci siamo resi conto che questo è un settore è piuttosto eterogeneo: da una parte ci sono professionisti o studi che gestiscono un elevato numero di condomini, e dall’altra tanti piccoli amministratori che hanno un portafoglio molto più ristretto, perché sono all’inizio dell’attività o perché è il loro secondo lavoro (ed è una situazione molto frequente).
I software in commercio sono molto costosi, un investimento che non è alla portata di tutti. Con Civico invece abbiamo scelto un modello modulare: puoi iniziare con un pacchetto economico e poi, man mano che il tuo lavoro si amplia, passare a quello superiore. L’unica differenza sarà data dalla quantità di condomini gestibili, ma le funzionalità saranno le stesse.
Abbiamo deciso di fornire a tutti un prodotto professionale, e c’è anche una versione gratuita destinata ai privati che si autogestiscono il proprio stabile: come dicevo prima, in questo settore c’è molta improvvisazione e uno strumento come Civico può essere un aiuto concreto. Ovvio poi che è solo un aspetto del lavoro: la competenza si costruisce sul campo.
Anche in questo la filosofia del cloud si è rivelata azzeccata: sarebbe stato difficile e costoso gestire tutte queste variabili con il tradizionale gestionale installabile.

D: Che sviluppi hai in cantiere per il prossimo futuro? Quali saranno i principali cambiamenti in Civico?

Credo che il servizio sia abbastanza maturo per essere commercializzato, ma per questioni organizzative al momento siamo in fase di beta testing. Confido che per l’inizio del prossimo anno usciremo sul mercato.
Per sua natura Civico è destinato ad essere continuamente ampliato e migliorato con nuove funzionalità; quando l’abbiamo presentato allo Smau di Bologna abbiamo ricevuto molte proposte di collaborazione con altre aziende: un aspetto su cui non ci eravamo fermati molto a ragionare in precedenza.
Stiamo valutando di fornire un servizio di postalizzazione (ovvero di invio di corrispondenza direttamente dall’interno dell’applicazione), oppure di interfacciamento con le banche per semplificare le contabilizzazione delle movimentazioni, oppure ancora con l’Agenzia delle Entrate per l’invio di documentazione fiscale.
Stiamo anche progettando delle interfacce mobile per connettersi con smartphone e tablet.
Sono solo esempi ma le idee sono tante. Certo è impossibile fare previsioni precise ma stiamo lavorando molto in questa direzione, e in particolare sul fronte della postalizzazione siamo già a un buon punto.
A costo di ripetermi, tutto questo è possibile proprio perché Civico funziona sul web.

Cosa ti aspetti per il futuro di Civico? Come vedi la sua evoluzione come azienda?

Civico sta crescendo in fretta: sono partito da solo ma mi sono reso conto che non potevo curare tutti gli aspetti. Al momento, senza contare i collaboratori esterni, siamo tre persone impegnate a tempo pieno, così mi sono potuto ritagliare il ruolo di CEO e coordinatore.
Credo che stiamo facendo un buon lavoro: qualunque amministratore condominiale sa che il suo è un mestiere ostico e ricco di conflittualità, per cui qualsiasi strumento che possa semplificare il lavoro di tutti i giorni è il benvenuto.
Ora siamo impegnati a decollare dal punto di vista commerciale: i costi sono tanti (l’avvio formale della società, gli investimenti pubblicitari, lo sviluppo dell’applicazione…) e per questo siamo alla ricerca di finanziatori. Ad esempio abbiamo già stretto relazioni con BAN Veneto, una rete di Business Angels, che ha valutato positivamente il nostro progetto, e questo ci ha dato una bella iniezione di entusiamo.
Insomma, è stato fatto tanto ma la strada è ancora lunga e noi siamo determinati.

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